“Ulisse, il ritorno” di Corrado d’Elia al Teatro Libero, con Sara Bertelà, Giovanni Franzoni e Franco Ravera

Dopo aver avuto l’onore di assistere alle prove, è stato emozionante vedere Sara Bertelà, Giovanni Franzoni e Franco Ravera sul palco del Teatro Libero portare in scena il testo scritto e diretto da Corrado d’Elia. Il percorso è stato impegnativo e non sono mancate le difficoltà, ma alla fine lo spettacolo ha debuttato di fronte a una sala straripante di spettatori. D’Elia parte dall’Odissea per riscrivere il viaggio di Ulisse, trasformando l’eroe omerico in un uomo contemporaneo alla ricerca di sé e delle proprie radici, in un percorso che oscilla tra ricordi personali e memoria collettiva. LEGGI TUTTO SU SALTINARIA.IT

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“Hamelin”, al Teatro Elfo Puccini il testo di Juan Mayorga

Juan Mayorga prende spunto dalla fiaba del “Pifferaio magico” per parlarci di una storia di grande attualità. Una vicenda di pedofilia in cui gli spettatori rimangono sospesi nell’incertezza, incapaci di distinguere chi sia colpevole e chi innocente. LEGGI TUTTO SU MILANO.ZERO.EU

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“Delitto e castigo” di Dostoevskij, diario di viaggio del laboratorio di Alberto Oliva e Mino Manni

Quest’anno il laboratorio di Alberto Oliva e Mino Manni si è incentrato sulla prima parte di Delitto e Castigo di Dostoevskij, approfondendo i risvolti esistenziali e psicologici delle figure umane che la abitano. Dopo un momento di presentazione, il lavoro prende il via. I primi esercizi servono sia per rompere il ghiaccio sia per iniziare a costruire un bagaglio emotivo in grado di avvicinare ai personaggi dostoevskijani. Agli attori, ad esempio, si chiede di avanzare verso un altro immaginario e reagire al suo presunto rifiuto, restando in una dimensione fisica e non verbale. Ne escono movimenti e versi di rabbia, nausea, frustrazione, impotenza, grida, sconforto, implorazione, sfida, anche se non tutti riescono a lasciarsi andare completamente. Uno degli aspetti più complicati di questo tipo di laboratorio è proprio l’affondare le radici nelle parti più profonde dell’animo, chiedendo di scavare in se stessi, attingendo a pensieri inconfessati o dolori rimossi per portare in scena tutta la forza e la complessità dei personaggi russi. LEGGI TUTTO SU SALTINARIA.IT

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“Shopping&Fucking” di Mark Ravenhill al Teatro Elfo Puccini, regia di Ferdinando Bruni

Mark Ravenhill è uno degli autori più noti della generazione dei “nuovi arrabbiati” inglesi. Shopping&Fucking, il testo che gli ha regalato fama mondiale, restituisce un mondo in cui il denaro e il sesso imperano come uniche basi dei rapporti umani. LEGGI TUTTO SU MILANO.ZERO.EU

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“Un amore di Swann” con Sandro Lombardi, Elena Ghiaurov e Iaia Forte, regia di Federico Tiezzi

Federico Tiezzi porta a teatro uno degli episodi più noti di Alla ricerca del tempo perduto di Proust, affidandosi alla drammaturgia di Sandro Lombardi. Dopo una prima fase di assestamento, lo spettatore inizia a entrare nel vivo di una rappresentazione che mescola narrazione e recitazione e in cui i personaggi parlano talora in prima persona, talora in terza.Un incontro tra teatro e romanzo che lascia vivere quest’ultimo nella sua peculiarità: la parola diviene protagonista e l’azione una piacevole comparsa. Tre soli gli attori in scena, gli altri personaggi vengono citati e immaginati ora qua ora là, seduti sulle innumerevoli poltroncine rosse che invadono il palco e trasformano il salotto in una vera e propria platea, curioso scambio tra teatro e vita. LEGGI TUTTO SU SALTINARIA.IT

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PlayFestival 2013 al Teatro Ringhiera

Una giuria popolare e una giuria di critici per decretare in una settimana, svoltosi dal 13 al 19 maggio, un vincitore tra dodici compagnie under 35. Nato da un’iniziativa della regista Serena Sinigaglia e sviluppatosi in collaborazione con Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano, il PlayFestival si conclude con l’assegnazione del primo posto ad Aspettando Nil della compagnia di Roma LaFabbrica, regalandogli la possibilità di esibirsi per tre repliche nella prossima stagione del Piccolo. Il secondo classificato, Diss(è)nten della compagnia barese Vico Quarto Mazzini, avrà invece l’opportunità di essere inserito nel cartellone del Ringhiera. LEGGI TUTTO SU SIPARIO.IT

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“Discorsi alla nazione” di Ascanio Celestini al Piccolo

Ascanio Celestini torna a teatro con un nuovo lavoro, ancora una volta fortemente legato alla contemporaneità. Sullo sfondo una nazione che vive un periodo di crisi, forse una guerra civile. LEGGI TUTTO SU ZERO.EU

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Festival TFADDAL al Franco Parenti

Un festival che mescola tradizione e innovazione per festeggiare i quarant’anni di attività della sala di via Pier Lombardo, iniziati con l’Ambleto di Giovanni Testori nel 1973. LEGGI TUTTO SU ZERO.EU

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“Niente, più niente al mondo” al Teatro Franco Parenti

Una donna di mezza età, seduta al tavolo della propria cucina, racconta l’infelicità di una vita e l’assassinio della figlia. Un monologo fatto di dolore, rabbia, disperazione, ottusità, povertà e follia. In quest’amara confessione ritroviamo l’indifferenza di un paese che culla in sé un devastante divario sociale, tra chi vive nel lusso e chi è al limite della sopravvivenza, costretto a lavorare in nero, a controllare la spesa al centesimo e a pagare a rate persino i mobili. Una categoria sociale che spesso risulta al contempo impantanata in un’ignoranza senza via d’uscita, ben nutrita dall’illusorio mondo mediatico. D’altra parte sotto accusa è l’individualità della protagonista, il suo percorso personale di donna, madre e moglie, vittima dei propri fallimenti che riversa completamente sulla figlia, facendone riscatto del passato e speranza per il futuro. LEGGI TUTTO SU SIPARIO.IT

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“Mistero doloroso” di Anna Maria Ortese, regia di Luca Ronconi, con Galatea Ranzi

La bellissima scenografia, realizzata con enormi specchi barocchi, l’abito rosa di Galatea Ranzi e le sue movenze leggiadre danno subito un’impressione di eleganza, quella stessa che troviamo nella scrittura quasi poetica di Anna Maria Ortese. D’altra parte la disposizione scomposta degli specchi e la presenza di loro frammenti sparpagliati in scena, trasmette al contempo una sensazione più cupa e misteriosa, anch’essa parte integrante del testo. Galatea Ranzi, bravissima sia nelle parti di pura narrazione che nel dar voce ai singoli personaggi, regala un’interpretazione magistrale che le è valsa il prestigioso Premio Duse 2012. Con i gesti e con la parola, caricati d’intensità e sfumature differenti, riesce a trasmettere la forza delle situazioni e i moti dell’animo dei protagonisti, permettendoci di vederli fuoriuscire dal libro per popolare realmente la scena. La stessa scenografia accoglie i vari luoghi letti e immaginati, grazie alla capacità della Ranzi di muoversi e interagirvi in modo concreto e suggestivo. Interessante anche la scelta di chiudere il racconto con la voce fuori campo di Ronconi.

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